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Back Cultura Teatro Godot... è arrivato. Al Teatro Mercadante

Godot... è arrivato. Al Teatro Mercadante

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Dopo l'attesa di molti è finalmente arrivato al Teatro Stabile di Napoli, il Mercadante uno dei testi più famosi di Samuel Beckett, stiamo parlando di Aspettando Godot. Una produzione dello stesso teatro stabile, la cui regia è stata affidata a Francesco Saponaro.

 

Scritta nel 1951 in questo lavoro, caposaldo del Teatro dell'assurdo, ritroviamo tutta l'angoscia e la perdita di certezze caratterizzanti un periodo storico difficile, quale quello del secondo dopoguerra

Ritornando ai giorni nostri, è strano parlare di attesa del pubblico quando il testo in questione ha come cardine proprio un dilaniante senso di smarrimento, attesa e dubbio; c'è comunque da dire che non ha deluso, tutt'altro.

 

La scenografia, essenziale, infrangendo i limiti del palcoscenico, si protraeva fino alla quinta fila della platea, dove le poltrone erano state rimosse per l'occorrenza, e gli attori si muovevano lungo tutto lo spazio che il teatro metteva loro a disposizione, correndo in lungo e in largo, uscendo dalle porte d'emergenza ma continuando a urlare e a scalciare, anche se sottratti alla vista dello spettatore l'azione scenica continuava incessante e avvolgente. Mai banale, mai noioso, mai scontato.

 

Peppino Mazzotta nel ruolo di Vladimiro (ai più noto per essere un attore televisivo) e Giovanni Ludeno nel ruolo di Estragone, sono i protagonisti della serata. I due hanno gestito ottimamente i dialoghi senza senso, le lunghe pause ed i silenzi. Non senza spunti comici, la resa finale dell'opera è stata tale da rendere un testo come questo, non facile né da interpretare né da guardare come spettatore, piacevole a tal punto da non far sentire per nulla il peso di due ore e mezza di spettacolo.

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