Nonostante tutto, la cattiva situazione attuale e via discorrendo, Napoli rimane una città dal vivo fermento culturale, giovanile e sopratutto musicale. E meno male! Viva e molto attiva è soprattutto la rinata scena rock e punk. Come punk sono gli Andy Fag & The Real Men, anche se loro non amano definirsi così, con i quali abbiamo chiacchierato e scherzato quando siamo andati a trovarli in sala dove registravano. Loro sono quattro e, fra le altre cose, sono uno dei gruppi emergenti che ha suonato al Neapolis. Per prima cosa presentiamoli, sono: Andy (voce e front-man); Ottavio (chitarrista); Vincenzo (bassista) e Lenny (batterista). Cercateli sia su facebook che sul myspace.
Allora ragazzi cominciamo con un classico: da dove viene il nome? Ha un significato particolare?
Andy: “ Fag viene da faggot, che poi sarebbe frocio. Fag è la forma dispregiativa. Il nome in sé non ha nessun significato particolare, una cosa solo estetica e poi è la verità, no perché io sono frocio veramente (e qui si ridacchia un po' con un paio di battute idiote ndr.).
Quindi molto semplicemente....
Ottavio: “Si si, Andy il frocio ed i veri uomini. Tutto qui senza significati particolari, senza nessun doppio senso”
Andy: “E poi loro sono veri uomini perché bevono, sputano davanti alle donne. Io no, sono molto più a modo, mi do un contegno insomma. Sono una signora”
Vincenzo: “Poi ci sarebbe pure il discorso di chiedersi chi è poi il vero uomo alla fine....”
A quindi un discorso anche sulle identità
Ottavio: “Si un gruppo identitario diciamo, che parla di identità, le identità sessuali che poi sono alla base della società”
Anche di quelle che poi sono le identità politiche quindi
Andy: “No no niente politica, noi non crediamo in niente”
Ma il punk è politico però
Ottavio: “Ma noi alla fine non siamo nemmeno punk”
Andy: “No, noi siamo un gruppo di Napoli”
Quindi non vi definite punk. Beh in realtà io avevo associato subito il vostro nome agli Anti Flag, gruppo punk storico. Che poi sentendo il vostro materiale avete un sound molto californiano, Rancid Nofx, quel filone lì. Vi ci ritrovate? Sono questi i gruppi che ascoltate? Come vi definite insomma?
Andy: “Ma in realtà non ci ritroviamo. Noi nemmeno ci definiamo. Diciamo che ognuno ci vede dentro quello che facciamo qualcosa che già conosce”
Vincenzo: “Che poi è anche il motivo per cui siamo famosissimi....seriamente è comunque vero che quando suoniamo abbiamo sempre un pubblico molto vario”
Ottavio: “Infatti se guardi dove abbiamo suonato si va dal festival metal al baretto brutto, e siamo sempre riusciti più o meno ad accontentare tutti. Poi comunque noi ascoltiamo tutti roba diversa e quindi mischiamo un po' tutto. Fondamentalmente ogni nostro pezzo è copiato da qualcosa, anche se non diremo mai da cosa è copiato”
Ma gli Andy Fag da quanto esistono? Come vi siete formati?
Ottavio: “Da due anni sempre in questa formazione. Noi prima senza Vincenzo avevamo un altro gruppo, ma facevamo solo cover anni 50. eravamo sputtanatissimi ma suonavamo molto e guadagnavamo molti soldi. Eravamo giovani, quando suonavamo venivano a vederci i parenti”
E la metamorfosi quando è stata?
Ottavio: “Poi è venuto Vincenzo”
Quindi è colpa tua
Vincenzo: “Ma io sono un professionista e loro mi hanno contattato per dare una spolverata al loro sound..eheheeh”
Ottavio: “Quando è venuto lui abbiamo prima di tutto curato l'immagine. Abbiamo parlato un po' delle nuove idee, delle intenzioni ed abbiamo elaborato un concetto”
Andy: “Nessuno gli credeva in realtà, però parlava bene, aveva carisma e quindi abbiamo pensato stiamolo a sentire e vediamo che succede.”
Ottavio: “Poi è passato tempo, gente se ne è andata, gente è venuta...cose che capitano insomma”
Andy: “Poi noi fondamentalmente siamo amici ed abbiamo sempre suonato insieme. Da ormai sette otto anni, quando qui a Napoli non succedeva niente, non c'era una scena. Poi alla fine siamo egocentrici, ci piace farci vedere e stare su di un palco. Io non sono un cantante, la musica non la conosco proprio ma mi piace farmi vedere, sculettare. Poi è bello vedere la gente che si agita ai tuoi concerti, inoltre quando suoniamo c'è anche il quinto elemento Manuela, che è questa personalità che si impossessa di me”
Quindi c'è questo dualismo
Andy: “Si si, ho questo problema che quando mi ubriaco esce questa Manuela, che è una tipa allucinante, che si impossessa del mio corpo ed è molesta”
Avete nominato la scena di Napoli. Come è suonare a Napoli? Come è stato per voi?
Andy: “Adesso è facile e molto bello, prima era molto più difficile”
Vincenzo: “Gli inizi sono stati molto difficili e travagliati, abbiamo iniziato quando la situazione non era proprio rosea, almeno per noi. Non c'erano posti, non c'era pubblico, non c'era alcool alle serate, andavamo a suonare con degli amplificatori di merda. Abbiamo anche pensato di scioglierci ed appendere gli strumenti al chiodo, poi comunque non so perché abbiamo continuato ed ora siamo il gruppo più famoso nel nostro ambito, ma ci sono comunque tanti altri gruppi. Non si sa come ad un certo punto da fare i concerto davanti a 15 amici siamo passati a fare concerti con 200 persone, una buona media insomma, a parte il fatto che ancora non ci pagano”
Ottavio: “Da un punto di vista di ritorno economico non siamo cresciuti di una virgola, siamo rimasti fermi dove eravamo. Dal punto di vista del consenso invece siamo andati avanti, anche se le cose sono peggiorate anche in parte, io ho visto davvero gente che veniva a vederci solo per mettere le mani addosso ad Andy, oppure che faceva cose allucinanti e perdeva il controllo. Voglio pure dire però che noi a Napoli siamo solo una piccola parte del movimento di idee e di corpi e gioventù che c'è qui, sia a Napoli che in provincia. Gente con cui abbiamo suonato e che ci ha aiutato a suonare, amici e sopratutto ottimi gruppi”
Vincenzo: “Gente che comunque lo fa come noi non per soldi, ma per passione, per divertirsi, per suonare ormai da anni e con cui abbiamo condiviso lo stesso ambito”
A questo fateci qualche nome, consigliate
Ottavio: “Ce ne sono parecchi. I Kill the easter rabbit, che fanno doom metal; i Kill the slow da Caserta; gli Ultimo giro da Napoli, i Ne travaillez jamais grande gruppo; gli R.T.S.; i Wild weekend di Salerno; anche gli Z.A.T.; gli Stifle Stone che sono giovanissimi. Poi magari ne abbiamo dimenticato qualcuno e ci scusiamo, ma comunque ne sono parecchi. Gruppi coi quali più che un discorso di genere condividiamo un discorso di attitudine, con i quali ci siamo trovati a suonare insieme proprio perché abbiamo lo stesso approccio verso la musica, la stessa attitudine insomma. Tutto il resto poi è merda, diciamolo pure, dai gruppi blasonati a quelli fighettini”
Vincenzo: “Si perché poi con questi gruppi alla fine abbiamo creato una scena a Napoli, suonando in giro e dappertutto, riuscendo pure a ritrovarci in un pubblico abbastanza eterogeneo. E siamo arrivati al punto che poi la gente sceglie di venirci a sentire, e trovi ai nostri concerti un po' tutti i tipi di persone, magari li vedi in gruppi isolati, però ci sono. Anche perché poi qui siccome è arrivato tutto un po' più tardi c'è stato moltissimo entusiasmo quando abbiamo cominciato a suonare vedendoci come qualcosa di nuovo”
Comunque ho visto che suonate in giro parecchio, Roma o addirittura Sicilia. Le cose ora vanno bene.
Ottavio: “Sempre in questo ultimo anno, abbiamo girato un po', non propri e veri tour, date sparse ma molto frequenti. Diciamo che in questo ultimo anno io il fine settimana non ho mai pagato da bere, e questa è la cosa più bella”
Andy: “Adesso le cose vanno meglio, le soddisfazioni ci sono state, prima eravamo noi che dovevamo rompere in giro per suonare, fare mille telefonate, inventare altre identità. Adesso invece ci chiamano loro e a volte ci rompono anche”
Per esempio l'esperienza Neapolis, come ci siete capitati?
Ottavio: “In maniera molto semplice. Un'amica mi ha suggerito sta cosa ed io ho fatto la domanda via mail senza impegno diciamo. Poi ci hanno chiamato e ci hanno dato questo grande onore di suonare al Neapilis, senza pagarci. Però abbiamo consumato tantissimo”
Andy: “E che si sappia abbiamo fatto bere e mangiare tutti i nostri amici, riempivamo gli zaini e portavamo la roba ad i nostri amici”
Ottavio: “Ma noi eravamo proprio come dei bambini che facevamo vedere il pass a tutti, pure al tabaccaio sotto casa”
Ma l'esperienza come è stata vi siete divertiti?
Ottavio: “Ma non è stata una gran cosa. Eravamo sul tetto di questo pulmino, sei metri per un metro in mezzo, tutti in fila a suonare e sotto c'era la gente. Che poi la cosa più bella è di lanciarsi sulla gente, mentre lì noi non potevamo manco muoverci talmente era stretto”
Andy: “Sono stato tentato di lanciarmi un paio di volte, ma avevo paura di farmi troppo male”
Ma poi è servito a qualcosa? Vi ha aiutato?
Ottavio: “Ma alla fine serve tutto, serve suonare. Anche del baretto di merda con dieci persone. Magari si ha aiutato il nome, ma neanche tanto. Che poi nel posto di merda magari qualche CD lo vendi pure. Alla fine abbiamo suonato per avere il nome sul manifesto. Che poi anche il discorso che alcuni fanno sul fatto che così ti vendi on ha proprio senso, perché se suoni comunque ti vendi, comunque qualcuno si farà i soldi addosso a te”
Andy: “Ma alla fine noi suoniamo dove ci chiamano, basta suonare”
Ottavio: “Che poi voglio dire pure che rispetto ad altri gruppi che magari sono più belli di noi, noi abbiamo un pubblico molto femminile, perché siamo un gruppo carnale”
Vincenzo: “Stimoliamo la parte bassa del corpo, siamo un gruppo dall'ombelico in giù. Siamo il basso ventre proprio”
Ottavio: “Si si, cuore e mente zero ma tutto palle!”
Il vostro ep, “a sfaccim ra gent”, parliamone. Come l'avete fatto?
Vincenzo: “Abbiamo fatto tutto noi, è proprio artigianale. Abbiamo speso tutti soldi noi, abbiamo comprato i CD, fatto le serigrafie, tagliato a mano le copertine, stampato tutto, abbiamo masterizzato tutto noi. L'abbiamo distribuito ai concerti. Che poi abbiamo sia messo il download che il link per venderlo. Che poi questa è la nostra filosofia, noi vogliamo solo rientrare nelle spese”
Lenny: “Ma non vogliamo affatto farci i soldi ci basta rientrare, che poi siccome dobbiamo scegliere tra mangiare e fare il CD almeno vogliamo recuperare le spese”
Progetti per il futuro?
Lenny: “Il nuovo CD che stiamo facendo, che poi abbiamo fatto il salto di qualità e già ci siamo indebitati fino alla testa”
Ottavio: “In realtà le spese per registrarlo sono nostre, però ci sarebbe qualcuno, di cui non facciamo il nome, che si è proposto di sobbarcarsi le spese per stamparlo e dovrebbe esserci anche una piccola etichetta”
Vincenzo: “Ma soprattutto suonare. Anche perché i dischi si fanno per fare i tour e noi nel nostro piccolo lo facciamo sia per suonare che per venderlo ai nostri concerti. Che poi uno suona per are i pezzi e quindi è un po' il fine della cosa. Il disco comunque dovrebbe uscire per ottobre. Sopratutto suonare, stiamo organizzando le date per ottobre, anche in Olanda ed in Francia, stiamo cercando di organizzare anche date per altri gruppi sfruttando la rete di amicizie anche con gruppi stranieri. Stiamo lavorando, ma la cosa principale è suonare”
Ottimo ragazzi, grazie per la chiacchierata
Vincenzo: “Grazie a te, solo volevo fare un saluto a Fabrizio dei Mesmerico ed a Mario Grimaldi che ci stanno dando una mano a registrare questo disco”









