I giovani degli anni ‘70 l’hanno sperato per trent’anni. I giovani di oggi, eredi di quella stessa speranza, forse non immaginavano neanche più che si potessero ricreare sul palco il mito e la magia di cui Dalla e De Gregori un tempo sono stati fautori.
Ieri, invece, nello scenario dell’Arena Flegrea, erano le 21 e 35 quando le luci sulla platea si sono spente e hanno lasciato spazio ai riflettori che hanno illuminato gli strumenti adagiati sul palco e che avrebbero accompagnato i due musicisti a far rivivere il loro mito.
Il concerto si è aperto sulle note di Tutta la vita davanti, dopodiché De Gregori ha annunciato che lo spettacolo sarebbe stato caratterizzato da “vera musica e da vere parole”: così facendo, le due ore e poco più che sono succedute hanno ripercorso le carriere dei due artisti, all’occasione l’uno supportato dall’altro, regalando, insieme, al pubblico pietre miliari come, Anna e Marco, La storia siamo noi, Santa Lucia, L’agnello di Dio, La valigia dell’attore, Piazza Grande, Futura, L’anno che verrà, Rimmel, e a chiudere la prima parte Caruso.
Con le due canzoni autobiografiche, 4/3/1943 e un’insolita versione rock di Buonanotte fiorellino i due artisti si sono congedati, negli applausi e nella commozione di un pubblico emozionatissimo.
Sintonia e complicità hanno reso lo spettacolo un vero incontro di due talenti affini, più che un concerto a due voci. Sguardi, scambi di battute e magistrale sapienza nel dominare la scena hanno creato un’atmosfera suggestiva, in cui i successi di trent’anni riproposti in chiave nuova e accuratamente studiata hanno rivissuto nel loro originario splendore.
A un tratto, sembrava di poterli immaginare, quando all’inizio del loro percorso si sono conosciuti e hanno cominciato a scrivere assieme. Facendo un piccolo sforzo, ce li si poteva figurare nella giovialità di un pranzo come un altro, quando un po’ per gioco, hanno composto Ma come fanno i marinai, successo indiscusso, ma che non è stato proposto nella scaletta di ieri.
In compenso, però, sono state presentate i due nuovi singoli, aggiunti alla lunga lista di successi dei due. La prima, Gran Turismo, da Francesco De Gregori e la seconda Gigolo, da Lucio Dalla. E proprio con il racconto di com’è nato il testo di Gigolo, un omaggio al compositore Nello Casucci che la propose nel 1929 e poi riarrangiata nei decenni successivi da artisti del calibro di Nat King Cole e Bill Crosby che l’hanno resa un successo intramontabile, hanno dimostrato ancora una volta come il connubio di tali indoli non smetta di affermare la propria genialità in fatto di musica.
Esemplari e virtuose le performance ai fiati di Dalla, emozionanti e intime quelle alla chitarra di De Gregori.
E proprio quest’ultimo, a dispetto delle critiche dei suoi fan e degli appassionati riguardo alla singolare e a volte fastidiosa tendenza a modificare parole e interpretazioni delle canzoni più amate, ha regalato a tutti Rimmel come piace al pubblico: “Ve la farò cantare come piace a voi, in versione karaoke”. E sono apparse così, le parole sullo schermo retrostante alla band.
Unico neo di tutto il concerto, il problema audio al momento di interpretare La donna cannone: De Gregori ha preferito far continuare lo spettacolo, nonostante i fischi e le richieste di bis, così che i due terzi della canzone si sono sentiti in sordina.
Uno spiacevole errore? Intanto speriamo che la tournèe tocchi nuovamente la città partenopea tanto amata da Dalla e che De Gregori possa proporre quanto prima il bis della sua canzone più misteriosa, perché no, anche quella in versione karaoke.









