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Dall'Australia arrivano i Temper Trap, li staremo a vedere.

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The Temper Trap
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Con il loro primo singolo Sweet Disposition, singolo estratto dall’album d’esordio Conditions pubblicato nel 2009, i The Temper Trap, scalano immediatamente sia le classifiche Inglesi sia quelle Australiane, posizionandosi alla numero 9 della top ten.

Il quartetto australiano formato da Dougy Mandagi, voce e chitarra, Jonathon Aherne basso, Lorenzo Sillitto chitarra e tastiere e Toby Dundas batteria, tutti provenienti da Melbourne, risente già dal primo singolo dell’influenza di U2, Coldpaly e Tv on the Radio. Il gruppo riesce a mescolare le chitarre da stadio e i cori del gruppo inglese e di quello irlandese ma con un attitudine molto indie avvicinandosi molto al gruppo americano.

L’album è impregnato di molti richiami, è un calderone di pop/rock arricchito dal falsetto del frontma del gruppo molto caratterizzante. In questo modo il gioco è facilmente fatto, dando ai brani la bellezza immediata che richiedono.

La trackilist dell’album inizia con Love Lost, canzone omaggio ai Coldpaly,del resto anche Rest non si discosta molto.Più ricca con una tensione che cresce, invece, è Down River; con un attitudine dancereccia Fader, secondo singolo tratto dall’album, in cui Mandagi mette in mostra il suo falsetto. La traccia che senza dubbio fa spiccare un salto di qualità all’album è Science of Fear.

In buona sostanza, anche se l’album ha buonissimi spunti, non mancano le pecche. La lentissima Soldier on forse è la prima pecca dell’ album, che però grazie all’ abilità del producer Jim Abyss, già producer dei Kasabian, degli Artic Monkeys e gli Editors, si è riusciti a far passare sotto silenzio.


Come primo album d’esordio I The Temper Trap hanno mostrato un ottimo prodotto, lavorato sulle sensazioni, costruito con due belle hit e ottimi brani di spessore. Hanno le carte in regola per continuare a scalare le classifiche mondiali, supportati da un producer di tutto rispetto e da un frontman molto particolare e senza dubbio caratteristico. Con questa alchimia di fattori, con buone probabilità il quartetto di Melburne nel giro di un paio di anni, diventerà una delle realtà più interessanti del panorama musicale mondiale.

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