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Buon Compleanno Peanuts! Intervista all'autrice di "Piccola Storia dei Peanuts"

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Piccola Storia dei Peanuts
Simona Bassano di Tufillo
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Simona Bassano di Tufillo, in arte Sbadituf fumettista, nata a Napoli, ha scritto il saggio "Piccola Storia dei Peanuts" in occasione del 60 anniversario della nascita del noto fumetto. Abbiamo avuto una piacevole conversazione in merito, che vi proponiamo integralmente.

Nel tuo articolo sulla rivista Linus di ottobre abbiamo notato che sono “ricaduti nell’errore” dei cocomeri, cosa ne pensi dell'ostinazione di continuare a sbagliare?

La questione cocomero vs zucca è un errore di traduzione voluto dai redattori della rivista Linus, un errore giustificato con una presunta necessità di dare un genere maschile a qualcosa che fosse trascendente quanto Dio, Gesù e Babbo Natale (dimenticando artatamente che esistono la Madonna e la Befana...). Questa sciocchezza, che non tiene conto del fatto che la zucca è il simbolo di Halloween e che a novembre i cocomeri non ci sono nemmeno ai tropici, figuriamoci in Minnesota, va avanti da 45 anni, ha passato indenne il femminismo ed è stata anche citata dal titolo di un film piuttosto brutto. La verità è che con i Peanuts si tende a sentirsi parte della gang e si desidera partecipare alla costruzione del fumetto. Unisci questo alla tendenza a “fare la mafia” in Italia, non appena hai un minimo di potere su qualcosa e il gioco è fatto.

Perché hai scritto il libro, quale personaggio si avvicina di più alla tua personalità? Ho scritto il saggio sui Peanuts perché nessuno mai l'aveva fatto prima. In un'epoca che ama scavare, andare dietro le quinte di quasi tutto, era giusto dare il giusto spazio al fumetto più famoso del mondo, a maggior ragione visto che è un fumetto che se letto, come qualcuno disse, ci rende migliori.

Io sono con una certa evidenza molto simile a Snoopy. Non parlo ma penso; mi sento fumettista, scrittrice, surfista, insegnante, viaggiatrice, ma presto scoprirò che me lo sono inventato.

A parte il cocomero, ci sono stati altri errori di traduzione?

Un altro errore di traduzione che ha penalizzato il fumetto è nell'intercalare di Marcie, amica del cuore di Piperita Patty, che l'apostrofa "Capo". Non è così in originale. Marcie, la bimba secchiona con gli occhiali, è "intruppata" nel sistema scolastico come un soldato e continua, anche fuori, a ripetere "Yes, Sir", ovvero "Sissignore". Una traduzione letterale avrebbe consentito ai lettori di leggere questa velata critica alle istituzioni da parte di Schulz.

Ci sono altre frasi dei Peanuts, a parte “coperta di Linus”, che sono entrati a far parte del linguaggio comune?

Secondo me ce ne sono davvero tante: La vita è più facile se si teme soltanto un giorno alla volta (Charlie Brown); Le gite migliori sono quelle che ti riportano a casa per pranzo (Sally); I peccati dello stomaco ricadono sul corpo intero (Snoopy); La vita è come un cono gelato, bisogna imparare a leccarla (Lucy); Ho imparato una sola cosa sull’algebra: non la si deve prendere troppo sul serio (Piperita Patty); Niente fa più eco di una cassetta della posta vuota (Charlie Brown); Se sei depresso, è d’aiuto appoggiare la testa al braccio e fissare il vuoto. Se sei insolitamente depresso, forse dovrai cambiare di braccio (Charlie Brown); Quando ci si deve alzare alle 7 in punto, le 6 e 59 sono il momento peggiore del giorno; L’uccello pigro non cattura neppure il verme pigro (Snoopy); Nessun problema è tanto grosso o complicato che non gli si possa scappar via (Linus); Avere un’aria interessante è bene, ma un’aria annoiata è più facile per gli occhi (Snoopy)… continuiamo?

Perché secondo te i Peanuts continuano a piacere?

I Peanuts piacciono perché nonostante siano riconducibili ad un luogo e ad un tempo preciso, parlano un linguaggio universale: bambini prima o poi lo si è stati tutti e questo escamotage crea un substrato comune in tutto il mondo. Su questo substrato comune, Schulz ha tessuto messaggi meravigliosi di pace, fratellanza, amore ed ecologia, che vengono fuori ancora più rafforzati in quanto costituiscono gli spiragli di speranza di una società infantile terribile, piena di beghe, incomprensioni, litigi, difficoltà comunicative di ogni tipo.

Che ne pensi dell'odio" per il termine Peanuts di Schultz?

"Peanuts" è un nome orribile in effetti: significa noccioline o personcine. E' sminuente, avvilente: il fumetto di Schulz è molto più di questo, è un'opera d'arte tra le più importanti del Novecento.

Hai mai provato a disegnare i Peanuts? Da quanto tempo li leggi?

Non disegno i Peanuts, ma ho dedicato loro qualche omaggio nei miei fumetti. Sicuramente, così come tanti fumettisti, sono debitrice nei confronti di Schulz. Leggo i Peanuts da prima di imparare a leggere.

 

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