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E ora imbavagliateci tutti.

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bavaglio_anna
Tempo fa decisi che nella vita avrei voluto scrivere, e che avrei voluto farlo nel modo migliore possibile. Che avrei voluto far capire, con chiarezza, quello che ci succedeva intorno; sotto al naso così come a milioni di kilometri di distanza. Avevo deciso che il mio obiettivo era quello di diffondere notizie, saperi, e tutto ciò che resta nell’ombra, pur avendo un rilievo. Ma non avevo messo in conto che sarebbe arrivato con il 2010, e con l’ennesimo anno del governo Berlusconi una nuova bizzarra (per usare un eufemismo) legge, ancora una volta una legge che ha come unico fine tutelarlo dalle sue marachelle. È inutile spendere ancora parole su quanto il nostro Paese, già per propria natura sofferente in politica, a causa di “una serie di sfortunati eventi” sia stato messo in ginocchio da un uomo tanto furbo quanto losco. 

Il Presidente Berlusconi ha usato il mondo della comunicazione per plasmare la società, per preparare masse di giovani, uomini, donne e bambini ad una tacita indifferenza. Ha cambiato gli ideali di quasi tutto il popolo italiano, per potere, indisturbato, fare i suoi comodi.
Il Cavaliere fattosi da solo, è ben conscio del forte potere che i mezzi di comunicazione hanno, ma il modo in cui ha deciso di utilizzarlo non è dei migliori. Da un lato subiamo un bombardamento di tette e culi, programmi, pubblicità, che vogliono farci capire che vincere nella vita si può solo in un determinato modo – il suo e quello del suo entourage, che ama molto la gnocca e per niente la cultura, che crede in dio ma divorzia venticinque volte, che ama la famiglia ma non ne ha una – .
Mentre queste armi di distrazione di massa ci portano lo sguardo altrove, in un altro angolo troviamo stuoli di giornalisti pronti a farci credere che il vero problema di questo momento è che quest’estate , come le ultime 32, è la più calda del secolo. Per il resto è tutto ok, basta non uscire nelle ore calde. Basta tacere su gli aquilani caricati dalla polizia, parlare prima del povero Fido che è tornato a casa da solo dopo aver smarrito il suo padrone, e dopo dei lavoratori Fiat. Basta mandare in onda un’intervista al Presidente del consiglio a mezzo busto, in cui il giornalista manco si vede in faccia per farci sentire più sicuri.
Questa legge bavaglio è solo l’ultimo atto di un lungo processo iniziato molti anni fa, per renderci del tutto inoffensivi.
Non permettiamo che ci venga tolta la possibilità di dire cosa vogliamo, non facciamoci togliere la libertà di poter decidere NOI cosa  sia importante e cosa no.  Il futuro ha ancora bisogno di noi.
Anna Giordano
Redazione Cultura 

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