Settembre al Borgo, storica manifestazione consolidata nella regione Campania è arrivata al suo quarantesimo compleanno. Il giorno 22 luglio è stato presentato l’evento nella sede della Regione Campania nel centro di Roma. La quarantesima edizione del festival avrà luogo come ogni anno a Caserta Vecchia, dal 31 agosto al 5 settembre.
Questa edizione di uno dei più importanti festival italiani vuole rivendicare la sua storia con un’opera letteraria che racconta questi quarant’anni e porta la firma di Michele De Simone a cui si aggiungono interventi di vari artisti come Giorgio Albertazzi, Maurizio Scaparro, Toni Servillo, Enrico Fiore, Paolo Todisco, Ettore Zocaro, Marilena Lucenti ed altri.
Durante la presentazione del festival hanno spiccato gli interventi del Maestro Fausto Cigliano e dell’ attrice eduardiana Angela Pagano. Entrambi parteciperanno all’evento giovedì 2 settembre al Teatro della Torre, e si esibiranno in Concerto Appassionato, un omaggio alla canzone classica napoletana. Mina vagante del concerto sarà Rocco Papaleo. Interverranno tra gli altri anche Raiz degli Almamegretta, Luca Persico dei 99 Posse, Gigi Finizio, Peppe Servillo. Il concerto è da sempre tra gli eventi più attesi del programma della rassegna. Saranno rivisitati classici della canzone napoletana. Il Maestro Cigliano presenterà una poesia di Salvatore Di Giacomo, Pianoforte e’ notte e un brano dalle note argentine in onore di Diego Armando Maradona. Mentre Anna Pagano eseguirà due classici: Santa Lucia luntana e ‘O surdato ‘nnammurato, che come ricorda la stessa attrice è una canzone drammatica a dispetto delle varie versioni “tarantellesche” che ci mantiene sempre vivo il ricordo della magnifica interpretazione della canzone da parte di Anna Magnani nel film La Sciantosa.
Il bel traguardo dei 40 anni di Settembre al Borgo è stato insignito dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana. I direttori artistici della manifestazione sono Ferdinando Ceriani e Paola Servillo, sorella del già citato Peppe Servillo.
Un altro appuntamento fisso della rassegna sono Le interviste impossibili, quest’anno immaginate per tre protagonisti del nostro Risorgimento: Giuseppe Mazzini (con Remo Girone), Anita Garibaldi (con Luisa Ranieri) e la Principessa di Belgioso (con Anna Bonaiuto). Per queste interviste inedite, Settembre al Borgo è tra le manifestazioni riconosciute dal Logo Ufficiale del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Lo spettacolo che aprirà il festival sarà Horovitz suite di Israel Horovitz, uno dei più famosi drammaturghi americani che ha lavorato con attori del calibro di Al Pacino. Il 31 agosto all’Hotel Jolly di Caserta ci sarà la prima mondiale di questo spettacolo che porta la regia di Andrea Paciotti. E’ uno spettacolo composto da sei atti unici, tutti ambientati in un hotel. Sono testi brevi tra il leggero e l’impegnato, un po’ pungenti, ironici ma divertenti, dove i vari personaggi vengono messi a nudo e spiati anche dal pubblico che si troverà a distanze imbarazzanti nei confronti degli attori.
Il giorno successivo ci saranno quattro spettacoli in altrettanti spazi diversi: la Terrazza, dove sarà messo in scena Sostakovic il folle santo con Tony Laudadio. La Chiesa dell’Annunziata, in cui sarà interpretato ‘78, scritto e diretto da Roberto Solofria. Al teatro della Torre, sarà messo in scena Thom Pain con Elio Germano. Uno spettacolo particolarissimo in cui lentamente il pubblico si rende conto di essere parte della scenografia. E in tarda serata ci sarà in Piazza Duomo un concerto jazz, Quattro chitarre per Cimarosa.
Per gli appassionati di internet, venerdì 3 settembre alle 21 al Teatro della Torre ci sarà l’ Oblivion Show. Gli Oblivion sono il fenomeno web del momento. E’ il primo gruppo teatrale diventato famoso tramite internet. Sono cinque cantanti-attori che raccontano alcuni classici della letteratura italiana. La regia è del comico Gioele Dix.
Sicuramente Settembre al Borgo resta come ogni anno un appuntamento da non perdere ed è rincuorante notare che uno dei Festival più celebri di Italia si svolga a Caserta Vecchia, all’interno di una realtà, quella campana, ricordata molto spesso con cronache di tutt’altro contenuto.









